Come evitare figure da pollo ( e da utonto ) sui Social Network

Uno dei principali pregi dei social network è poter restare a contatto con milioni di persone e poter vedere i loro pensieri.

Uno dei peggiori difetti dei social network è poter restare a contatto con milioni di persone e vedere quello che condividono.

Chiunque frequenti un social network, ad esempio Facebook, avrà sicuramente un paio o più “amici” (o contatti) che hanno condiviso, almeno una volta, link con notizie fuorvianti, false, le cosiddette bufale; questo, forse, vi avrà fatto pensare: ” che pollo! crede a tutto ciò che vede passare su facebook. ”

Cosa crea questo? una cattiva reputazione!

E in questo momento storico una cattiva reputazione online può causare problemi seri, esempio: molti datori di lavoro, o chi ne fa le veci, indagano sul candidato, prima passando per linkedin, per verificare il curriculum e altro,  infine su Facebook, per farsi un’idea di come siete nella sfera personale.

Non conoscendovi assolutamente, i link che condividete e quello che scrivete sono il vostro biglietto da visita, la foto di come apparite, di chi siete e di cosa pensate.

Due cose possono evitare brutte figure con un potenziale datore di lavoro o cliente:

  1. Un profilo blindato.
  2. Evitare di condividere link fuorvianti e/o pensieri scritti di pancia. ( the best way )

Spesso si condividono link che stimolano le proprie emozioni personali senza pensarci due volte, pensando erroneamente: “se lo ha condiviso tizio, sicuramente è vero”… NO E’ FALSO!!!

 

In pochi minuti si possono evitare figuracce e relativi problemi.

Ecco l’elenco:

  1. Verificare il nome a dominio del link: notizie condivise da siti web tipo: informazionevera.altervista.it o ilgiomale.it ( da notare la m che puo trarre in inganno l’occhio ) sono al 99% falsi
  2. Verifica della notizia: prendere il titolo della notizia del link che ha scatenato il vostro interesse, andare su Google e scrivere “titolo notizia del link + bufala” .. verificare i risultati. Sono attivi alcuni siti che smascherano bufale, uno di questi è lo storico blog di Paolo Attivissimo; un’altro sito interessante è Debunking.it ; da citare anche il sito BUTAC ( bufale un tanto al chilo )
  3. ( Opzionale ) Verifica tramite whois, probabilmente un metodo non alla portata di tutti: se utilizzate questo molto probabilmente siete già persone attente.
    Su sistemi operativi “terminale dotati” scrivete whois nomedominio.it e verificate a chi appartiene il dominio ( se il sito appare come testata giornalistica ma è intestato a un privato, molto probabilmente qualcosa non va ). Se usate il sistema operativo della finestra potete utilizzare uno tra i tanti servizi online di whois ( potete provare con un whois sul dominio ilgiomale.it )

Queste verifiche comportano poco tempo, solo pochi minuti; non vale la pena rovinarsi la reputazione per così poco.

PS: Ho scritto questo articolo perchè tutti i giorni vedo notizie fasulle condivise da persone che conosco: spero di aver scritto qualcosa che possa essere utile a loro e a chi avrà avuto la pazienza di leggere questo articolo fino in fondo.

 

P.P.S: Un’ultima considerazione da fare è: perchè esistono tanti siti bufalari? perchè lo fanno?

Le risposte sono semplici: esistono perchè ci sono tanti uTonti boccaloni che credono a tutto ciò che viene condiviso su facebook. Il motivo, invece, è molto semplice: I SOLDI!

Conoscete il clicbait? “” Clickbait (o clickbaiting, letteralmente “Esca da click“) è un termine dispregiativo che indica un contenuto web il cui scopo è quello di attirare il maggior numero d’internauti, avendo come scopo principale quello di aumentare le visite a un sito per generare rendite pubblicitarie online. “” cit: Wikipedia

In pratica voi siete i pesci boccaloni che abboccano a tutto, e gli autori dei siti guadagnano sopra la vostra ignoranza e uTontaggine. Non mi sembra molto bello.

Cercate di essere utenti, non uTonti.

Saluti

Pubblicato il 23 giugno 2016 in News, Social, Tutorial-Web

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